Curiosità dal mondo della moda

Con questa pagina web Simona Agliardi ha deciso di aprire una piccola finestra sull’affascinante mondo della moda raccogliendo fatti curiosi e aneddoti poco conosciuti legati ad alcuni dei personaggi e degli stilisti che hanno segnato un’epoca e che resteranno per sempre un riferimento di stile, stravaganza e genialità.

Lo sapevate che...

Il celebre marchio Monogram della Maison Louis Vuitton è stato lanciato nel 1896 dal figlio George Vuitton ed è caratterizzato, oltre che dalle iniziali LV del fondatore, da simboli floreali e quadrifogli che richiamano motivi orientali dell’epoca Vittoriana.

Alla fine degli anni '70 Giorgio Armani creò la prima giacca destrutturata, eliminando supporti interni come imbottiture e fodere, spostando i bottoni e modificando le proporzioni.

Intorno al 1860 Charles Frederick Worth, uno stilista inglese con base a Parigi, ebbe la geniale idea di attaccare delle etichette con ricamata la sua firma su tutti i suoi modelli, come fossero delle opere d’arte. Nacque così il concetto di marca.

Il tailleur un tempo era eseguito da un sarto da uomo proprio per le caratteristiche del suo taglio molto puntiglioso. Si deve al sarto inglese John Redfern il primo tailleur realizzato nel 1885 per la principessa di Galles. Anche se all’inizio fu indossato in occasioni poco formali, alla fine del '800 si affermò come espressione del desiderio di libertà delle donne; rappresentò il primo passo della moda nei confronti dell’emancipazione femminile.

Coco Chanel, prima di diventare la stilista che tutto il mondo conosce, sognava di diventare una famosa cantante del varietà, ma secondo la sua insegnante di canto possedeva uno scarso talento. Dalla canzone “Qua qu’a vu Coco?” che era solita ripetere, prese il nome d’arte Coco con il quale divenne poi celebre in tutto il mondo.

Il logo GG della Maison Gucci prese spunto dalle iniziali del suo fondatore, Guccio Gucci e fu utilizzato per la prima volta come motivo ornamentale per una stoffa in tela di cotone, detta GG Canvas.

Nel 1946 lo stilista Jacques Heim inventò un costume da bagno composto da un reggiseno succinto e da una culotte molto sgambata chiamandolo Atome. Ma nel luglio dello stesso anno uno stilista poco conosciuto di nome Louis Réard decise di chiamare il due pezzi Bikini, prendendo spunto dall’atollo del Pacifico che era stato oggetto di esperimenti nucleari ad opera degli Stati Uniti.

Nel 1967 Ralph Lauren disegnò per Beau Brummel una linea di cravatte realizzate a mano firmata Polo. Dopo solo un anno, il loro enorme successo portò alla fondazione del marchio indipendente Polo by Ralph Lauren, con cui lo stilista americano esordì con una collezione di abbigliamento sartoriale per uomo.

Negli anni '30 Elsa Schiaparelli inventò una nuova tonalità cromatica, il rosa shocking, che divenne poi il motivo conduttore di molte sue collezioni.

Nel 1907 all’età di 9 anni lasciò la terza elementare e, in una notte di ispirazione, creò il suo primo paio di di scarpe in cartone bianco per la prima comunione della sorellina. Salvatore Ferragamo divenne il calzolaio delle dive di Hollywood.

Nel 1947 Christian Dior divenne celebre dopo la sua prima collezione con la quale ebbe inizio un modo innovativo di interpretare la moda. Nacque così il “New Look”, simbolo di ottimismo e benessere.

Uno dei modelli di calzatura che non tramonta mai è il mocassino. Nacque ad opera degli Indiani del Nordamerica come una suola in pelle molto flessibile che si alzava lateralmente fasciando il piede.

Nel marzo del 2000 Loro Piana si aggiudicò a Sidney la balla di lana più fine mai prodotta al mondo, realizzando un record per quell’anno. Si trattava di una balla di 99 kg  della finezza di 12,9 micron, prodotta dalla fattoria Ash Windradeen di Pyramul.

Negli anni '20 la stilista Madeleine Vionnet rivoluzionò la tecnica sartoriale, tagliando i suoi vestiti in un pezzo unico su un manichino di legno, inventando così il taglio a sbieco.

Nel 1966 Yves Saint-Laurent lanciò per la sera lo smoking da donna, un semplice completo nero con giacca dai risvolti in raso e pantaloni, da indossare come alternativa all’abito lungo femminile. Creò un must che resiste tutt’oggi.

La T-shirt era il capo indossato dai soldati americani sotto le uniformi durante la prima guerra mondiale. Poi è stata adottata dai manovali e dai braccianti. A partire dagli anni ’60 è diventata sempre più un palcoscenico dove inserire slogan, battute, disegni, opere d’arte e commenti politici e sociali.

L’ “enfant terrible” della moda francese, Jean Paul Gautier, trasse l’idea dalla stilista Elsa Schiaparelli di utilizzare un busto come modello per la boccetta del suo profumo.

Durante il suo apprendistato a Parigi, dopo aver assistito ad uno spettacolo dell’ Opera di Barcellona, Valentino rimase colpito dai costumi di scena tutti rossi. Da quel momento, oltre al bianco e al nero, il rosso divenne uno dei colori che più lo appassionarono a tal punto da creare una tonalità di rosso che passerà alla storia della moda come il “Rosso Valentino”.

La Chanel 2.55, borsa diventata un’icona di eleganza a livello planetario, prese il nome dal mese e dall’anno della sua creazione, ovvero il febbraio del 1955.

La famosa rockstar americana Madonna strinse un’amicizia talmente forte con gli stilisti italiani Domenico Dolce e Stefano Gabbana, tanto da chiedergli di disegnare i 1500 costumi del suo tour Girlie Show nel 1993.

Jil Sander é sicuramente la stilista più rappresentativa della moda tedesca ed é riuscita ad imporre il suo stile fatto di linee epurate, femminilità aliena e abiti materiali tanto da riuscire a guadagnarsi l’appellativo dell’ “Armani della moda”.

La frequentazione dell’Accademia della Belle Arti di Firenze portò ben presto lo stilista italiano Roberto Cavalli ad interessarsi al rapporto esistente tra pittura e moda, tanto che negli anni ’60 brevettò un innovativo procedimento di stampa sulla pelle.

Lo Smoking è l’abito da sera dell’uomo, il formale più elegante del guardaroba maschile. La sua prima apparizione fu al casinò di Montecarlo nel 1880. Il termine Smoking deriva dall’inglese e letteralmente significa “giaccia da fumatore”.

Nel 1925 il famoso costumista americano Adrian Adolph Greenberg, conosciuto semplicemente come Adrian, disegnò il suo primo abito di scena per Rodolfo Valentino nel film Cobra.

Lo stilista spagnolo Cristobal Balenciaga era conosciuto per la sua ossessione maniacale per la ricerca della manica perfetta. A lui si devono le innovative maniche a tre quarti, definite “maniche braccialetto”, perché consentono alle donne di sfoggiare braccialetti e orologi senza che questi rovinino tessuti pregiati e ricercati.

Giovanni Battista Giorgini è considerato a tutti gli effetti il padre della moda italiana in quanto, il 12 febbraio del 1951 presso la Villa Torrigiani in via dei Serragli a Firenze, riuscì ad organizzare quella che fu la prima sfilata di moda in Italia.

Gianni Versace decise di raffigurare il proprio marchio con una testa di Medusa come simbolo della sua passione per la Magna Grecia. Da bambino era solito giocare vicino ad alcuni resti greco-romani raffiguranti la Gorgona che, secondo il mito greco, era una donna bellissima che aveva il potere di trasformare in pietra tutti gli uomini che si voltavano a guardarla.

Per pochette si intende sia una piccola borsa senza manico per la donna, sia un piccolo fazzoletto inserito nella tasca esterna nella giacca per l’uomo. Il termine francese prende origine dal 1700, periodo in cui le tasche non erano cucite sugli abiti, ma erano sostituite da piccoli sacchetti nascosti sotto le giacche.

Nei primi anni ’80, Miuccia Prada brevettò un nylon con effetto seta, detto Pocono, con cui realizzò borse e zainetti associati al nuovo logo della Maison, un triangolo rovesciato in metallo, che riprendeva le chiusure dei bauli del nonno, famoso artigiano milanese del lusso dei primi del ‘900.

La celeberrima Baguette di Fendi e il cappotto di cammello di MaxMara 101810 furono realizzati negli anni ’90 dallo stilista tedesco, soprannominato il Kaiser della moda, Karl Otto Lagerfield.

Dopo aver brevettato il gabardine, nel 1909 Burberry lanciò il trench-coat che verrà indossato dai Corpi dell’Aviazione Reale Britannica e che a partire dagli anni ’20 inizierà ad essere venduto alla clientela borghese.

La Maison Hermès lanciò nel 1935 una borsa ispirata a quelle da sella dei cavalli di dimensioni più contenute. Questo fantastico accessorio divenne celebre grazie all’attrice  Grace Kelly che nel 1956 la sfoggiò in una copertina di “Life”. Da allora quella borsa divenne un’icona di stile che noi tutte conosciamo, ovvero la “Kelly” di Hermès.

I Bermuda nacquero negli anni '30/'40 nell’arcipelago delle Bermuda, meta di villeggiatura degli americani dell’epoca, da dove poi presero il nome. Si affermarono come soluzione al divieto della legge locale che impediva alle donne di mostrare le gambe interamente nude. Con l’aggiunta del risvolto entrarono immediatamente nel guardaroba maschile.

 

 

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